Caduta la costituzione, andò in esilio a Gratz e vi stette tredici mesi, cinque a Baden e Vienna, e circa un anno e mezzo in Toscana.
Intorno a quest'epoca scrisse il suo corso filosofico, del quale fin dall'età di 18 anni aveva tracciate le linee generali. Pe' tipi di Lugano, venne pubblicata la sua introduzione alla filosofia del pensiero, sotto il nome anagrammatico di Pirro Lellabasque.
Dal 1825 al 1840 pubblicò le seguenti opere:
— I principii della scienza etimologica che coopera al gran Dizionario della lingua italiana pel ramo dell'etimologia. — Anno 1830.
L'anticholera. Osservazioni famigliari sul cholera di Napoli, sui vermi tricocefali rinvenuti nei cadaveri dei colerosi.
Il calendario dei principi, del quale venne in luce un solo semestre. — Anno 1829.
La memoria letta all'Accademia delle scienze sullo stato fisico e morale degli uomini allevati senza l'uso della parola. — Anno 1832.
Altra memoria letta alla Pontaniana su la guerra considerata nelle sue relazioni morali. — Anno 1839.
Gli elogi del chiar. cavaliere Giampaolo e del presidente Amadio Ricciardi.
Le note alla vita delle donne illustri della signora d'Abrantes.