La morte lo colse quando attendeva alla composizione di un dizionario di frasi e di modi scelti di lingua ad uso delle scuole.
Caracciolo Gherardo. — De' duchi di Martina: ebbe Vietri per patria. La sua prima carriera fu la militare. Serví prima nella cavalleria dell'esercito di linea, indi passò col grado di colonnello nelle milizie provinciali. Colto nella scienza agraria, si ritirò dalla vita pubblica per attendere nella rustica sua solitudine alle arti di Cerere e Minerva. La agricoltura e la pastorizia ebbero in lui un illuminato ed appassionato cultore. La conoscenza che si aveva del suo caldo patriottismo il fe' ricercare nella solitudine dei suoi ozii campestri per essere inviato a rappresentare la provincia ov'ebbe la culla. Era cinquantenne nel 1820.
Concilii (de) Lorenzo[62]. — Nacque ai 6 di luglio 1776 in Avellino da Donato e Maddalena Genovese. Ebbe i primi rudimenti di lettere da Ignazio Falconieri. Fu volontario nel reggimento Principe cavalleria ( i diavoli bianchi ) ai 24 d'agosto 1794 e fece la campagna di Lombardia.
Ecco senz'altro il suo stato di servizio:
— Cadetto, nello stesso reggimento 1796; primo tenente nel reggimento di cavalleria Principe Leopoldo ai 27 dicembre 1798; primo tenente reintegrato nella cavalleria urbana ai 6 aprile 1801 (campagna di Roma), capitano nel secondo leggiero 30 giugno 1806, nei veliti a piedi 12 dicembre 1808; nei veliti a cavallo 19 maggio 1809. Capo-squadrone nel terzo cavalleggieri 22 febbraio 1812; tenente colonnello in Re cavalleria agli 8 d'ottobre 1816; colonnello nel secondo dragoni 14 d'ottobre 1820. Fu sospeso al 1º agosto dell'anno seguente.
Fu colonnello della guardia nazionale al 6 maggio 1848; maggior generale al 1860, promosso tenente generale e collocato a riposo al 1º novembre 1861.
Vittorio Emmanuele II lo insigní della commenda dei Ss. Maurizio e Lazzaro.
Morí in Avellino al 1º d'ottobre del 1866, novantenne.
Ceraldi Pasquale[63] — Successore del Claresi nella rettorica del collegio cosentino nel novembre 1813 era rampollo di famiglia nobile di Fuscaldo. Abbracciata la carriera ecclesiastica, nel seminario di Napoli approfondí ed estese i suoi studi. Poscia attese sotto il Cavallari alla scienza legale e gli venne conferita la laurea dottorale. Montagna Francone vescovo di Cosenza, richiamandolo dalla capitale, nominollo professore di filosofia nel seminario. Per insinuazione del Lombardi e del cav. Michele Bombini segretario perpetuo dell'Accademia cosentina e per le autorevoli preghiere dell'intendente Flach, fu fatto rettore dell'Ateneo di Cosenza.
Nel 1820 fu eletto fra i deputati.