Oggi, in Italia, alla vigilia delle elezioni generali, si discutono e si agitano innumerevoli voli problemi: e tutti riguardano non l'uomo—il popolano, il dotto, il governante—o il partito come dovrebbe essere, ma quello che qui o là bisognerebbe fare; e si dimentica che gli uomini operano secondo ciò che sono o hanno nell'animo; che, divenuti migliori, essi farebbero certamente cose migliori; accesi di fervore per il bene pubblico e sociale, troverebbero facilmente dove e come questo bene va fatto.

Contribuire a diffondere il concetto della democrazia come educazione di sè, come acquisto del senso del proprio dovere sociale, come accensione di fedi, sarà lo scopo di questi volumetti.

Essi intendono quindi tornare indietro, di là dal periodo della lunga decadenza, agli uomini i quali nella generazione che fece l'Italia instillarono il senso del dovere eroico; passare innanzi, sorvolando su tutte le miserie presenti, associandosi allo sforzo pensoso e disciplinato dei giovani che vogliono conquistare sè stessi per dedicarsi alla vita pubblica con animo generoso e disinteressato di combattenti per una idea.

Un nome, innanzi a ogni altro, vogliamo inscrivere su queste pagine come auspicio: MAZZINI.

Rinnoviamoci

Alla vigilia del primo esperimento del suffragio universale, è necessità di vita pei partiti italiani accingersi alla conquista delle nuove masse elettorali; e, poichè esse hanno scarsa o nulla la cultura e la preparazione politica, trovar nelle file degli antichi elettori e fra i giovani e i fervidi un fascio di volontà animose nelle quali rinnovare e ravvivare la persuasione del proprio programma, per poi lanciarle alla paziente conquista della massa anonima e delle folle.

Ma la crisi dei partiti italiani non fu forse mai più grave e profonda. Di tutti meno che del clericale; il quale se, per i conflitti interni che lo agitano e per la lenta inesorabile dissoluzione del cattolicismo romano, dovrebbe essere in peggiori condizioni degli altri, riposa sulla attività di molti per i quali—rimossa, ogni intima inquietudine religiosa—clericalismo e sacerdozio sono solo un affare ed una professione, e sulla docile acquiescenza di masse nella cui coscienza non è ancora accesa, con la luce di una nascente consapevolezza di sè e della propria storia, la fiamma della libertà.

Di questa crisi dei partiti si è tanto parlato dal 1876 ad oggi, che essa è divenuta un luogo comune; e s'intende bene che una crisi la quale dura da quarant'anni non è più crisi ma un ciclo; e come tale, nelle condizioni oggettive che la provocarono, va esaminata.

Ma un tale esame sarebbe la storia di questo periodo di vita italiana; storia la quale, per quel che riguarda l'Estrema sinistra, può essere idealmente divisa in due periodi: quello della difesa, del consolidamento, dell'estensione delle libertà civili, che va sino alle elezioni politiche del 1900 e ai cento deputati di Estrema dinanzi ai quali cadde il ministero Pelloux; e l'altro che incomincia molto innanzi, con l'oscura intuizione e il precorrimento di una nuova rivoluzione sociale che ebbero già i maggiori uomini della Estrema, da Garibaldi a Bovio, segue e si svolge con il nascere e il crescere del partito socialista e assicura a questo, con l'opera politica e parlamentare, le condizioni essenziali di vita e di sviluppo dinanzi alla reazione delle classi minacciate, sinchè lo risolve in una politica positiva di riforme sociali da chiedere e raggiungere mediante l'accordo del proletariato con le più avanzate frazioni di estrema, e ricaccia i riluttanti verso il rivoluzionarismo.

In questo schema, sostanzialmente così semplice, si svolsero i contrasti e le lotte, solo a brevi tratti vivaci ed appassionate, dei partiti politici italiani. Il lento ma sicuro progresso delle idee democratiche affaticava nelle profondità, onde l'opera superficiale dei partiti emergeva a tratti, avvivava la coscienza nazionale, e celebrava silenziosamente le sue conquiste, spostando insensibilmente i partiti e conducendoli a contatti e a fusioni ed a cozzi (Cavallotti-Di Rudinì, Sonnino-Pantano, Luzzatti-Sacchi) che la loro logica avrebbe poco innanzi ripudiati e trovati assurdi.