[34]. Noi le abbiamo avute tutte a nostra disposizione, per larga e squisita fiducia dell'egregio e colto giovane, conte Gabrio Casati, abbiatico del celebre omonimo e bisnipote del Confalonieri. Cogliamo questa occasione per esprimergliene qui, pubblicamente, la maggiore riconoscenza.
[35]. L'illustre Cantù, che nel suo libro Conciliatore e Carbonari, ha pubblicato tante lettere e tanti aneddoti intorno a quell'epoca, si sbriga, al solito, del Confalonieri con una frase spicciativa, assai contrastata dalle stesse corrispondenze che stampa di lui e intorno a lui. “Non era uomo di alto ingegno, neppure di voglie generose.„ E basta. Non sappiamo se, conoscendo altre lettere ed altri scritti, avrebbe modificato o sarebbe disposto a modificare quel suo riciso giudizio. Ad ogni modo, dissentendo noi così radicalmente dall'autorevole storico intorno a questo personaggio, abbiamo creduto dover pubblicare alcuni brani di lettere che il Cantù non conobbe e che forse ci fanno scusati del pensare diversamente da lui.
[36]. Cantù, Conciliatore, pag. 15.
[37]. Quello del conte Porro Lambertenghi, ora Bethlem, in via Monte di pietà.
[38]. Milan est aujourd'hui un foyer de pensées et il y a une espéce d'opinion publique. (Lettera inedita dell'abate De Breme alla contessa d'Albany, che noi possediamo.)
[39]. Non sappiamo se sia stato concepimento di cospiratori o sogno di polizie visionarie, un governo provvisorio di cui doveva essere allora presidente il Confalonieri, vice-presidente l'avvocato Marocco, e membri il Pecchio, l'Arese, il consigliere Alberti, il sacerdote Sozzi, il conte Folchino Schizzi e un Olginati di Como. Il Cantù e il Cusani affermano questo progetto e questi nomi; però il vedervi quello del conte Schizzi, che fu poco dopo un assiduo ed operoso dignitario del governo austriaco, ci lascia alquanto dubbiosi sulla realtà di siffatta combinazione.
[40]. Principali, fra queste, per vivacità e vigore di patriottismo, la contessa Fracavalli, Camilla Fè, Bianca Milesi, Matilde Dembrowski.
[41]. Arrivabene, Memorie della mia vita.
[42]. Di queste circostanze, che appaiono dalle stesse Memorie, ancora inedite, del Confalonieri, bisognerà che tengano conto i futuri pubblicatori dei processi politici del 1821, che esistono in bell'ordine e in regolari cartelle nel nostro Archivio di Stato. Noi non dubitiamo che questi costituti (di cui ottanta risguardano il solo Confalonieri) saranno, nelle loro forme giudiziarie, ineccepibili. Ma bisognerà andare assai cauti nello apprezzare la sostanza delle deposizioni, raccolte da inquisitori così superiori agli scrupoli. Quis custodiet ipsos custodes?
[43]. .... “Noi non abbiamo, è vero, raccolti maggiori fatti a carico di Confalonieri, ma vorrà ciò dire che non esistevano?„ Questo ragionamento, assai singolare in bocca di un magistrato penale, è dello stesso Salvotti, e basta a dinotare lo spirito di persecuzione e non di giustizia, con cui s'istruiva quel colossale processo. È un brano di relazione segreta, che il Cantù ha pubblicato nel summentovato libro: Il Conciliatore e i Carbonari. E dello stesso Salvotti ha pubblicato il Cusani (Storia di Milano, Vol. VIII.º) altri brani di un riassunto processuale, in cui dichiarava: “Le negative di Confalonieri tolsero di spargere su la congiura lombarda tutta la luce che la sua sincera confessione avrebbe irradiata.„