— Non mi sembra che sia in errore. Non esistono umani dotati di…
— Non ancora. Ma un giorno può darsi. Haller, per esempio, era classificato come pirotico e basta, tuttavia, nel momento in cui l’ho toccato ha capito fin troppe cose. Possedeva una forma rudimentale di percezione extrasensoriale, ma lo ha capito solo in quell’attimo. Possedeva un talento intero, più un decimo degli altri.
— Un capriccio della natura.
— Puoi chiamarlo così. Quindi il nostro caro Thorstern, quando si troverà di fronte a due capricci di natura come noi, non ci accoglierà con grande cortesia. Essendo un essere normale, anche se superiore ai suoi simili, ha verso i mutanti un atteggiamento determinato più dalla paura repressa che non da una gelosia aperta.
— Sarà un ostacolo, considerato che il nostro scopo è quello di convincerlo a ragionare.
— Proprio così, Charles. Non sarà facile inculcare un po’ di buonsenso in un individuo potente dominato dalla paura. Il fatto poi di non potergli dimostrare che le sue supposizioni sono errate e che le sue paure sono del tutto infondate renderà il compito ancora più arduo.
— Hai mai immaginato quali potrebbero essere, fra mille, le possibili reazioni di questo mondo se noi fossimo liberi di raccontare alcune verità persuasive? — chiese Charles.
— Sì, molte volte. Ma a che scopo pensarci? Un giorno i Deneb finiranno con l’arrivare. Meno sanno, meglio è.
— Le probabilità sono di almeno un milione contro una che trovino qualcosa degno di essere scoperto — disse Charles, ed era molto sicuro su questo punto. — Guarda Tashgar, Lumina e il gruppo Bootes i Deneb hanno esplorato, hanno trattato con disprezzo le forme di vita trovate, e sono ripartiti nella loro ricerca senza mai trovare il luogo adatto. Diventerebbero pazzi se venissero a sapere che per centinaia di volte hanno stretto in mano quello che cercavano ma che non hanno mai saputo riconoscerlo. — Si permise un leggero sogghigno. — I Deneb sono geni che mancano della capacità elementare di sommare due più due.
— In alcune circostanze, sommare due più due può anche creare grossi problemi matematici — osservò Raven. — A volte i Deneb mi fanno compassione. Se io fossi uno di loro, sarei già matto furioso e… — Nel girare a destra nel corridoio più piccolo, Raven si interruppe di colpo. Diversi uomini stavano venendo verso di loro.