Prima che in uno di questi potesse nascere qualche sospetto, Raven, con sicurezza disarmante, rivolse loro la parola. — Scusate, potreste dirmi da che parte si trova l’ufficio del signor Thorstern?

Rispose l’uomo che camminava al centro e che si dava un leggero tono di autorità sugli altri.

— Primo corridoio a sinistra, seconda porta a sinistra.

— Grazie.

Si spostarono per cedere il passo ai due visitatori e li osservarono in silenzio. Tutte le facce rimasero impassibili, ma le loro menti gridavano anche il minimo pensiero.

“Non c’è stata nessuna chiamata dalla porta per far accompagnare due visitatori da Thorstern. Come fanno a girare da soli per i corridoi?”

“C’è qualcosa che non va” pensava un altro. “ Non è normale che due visitatori non siano accompagnati da qualcuno di noi. Non è mai capitato.”

“Non mi piace” stava pensando un terzo. “ Ma perché non dovrebbe piacermi? Forse perché non ho abbastanza grattacapi per conto mio? Ne ho in abbondanza!” La mente si perse in mille pensieri e concluse: “ Che vadano all’inferno”.

“Seconda porta a sinistra, vero?” pensava una quarta mente divertita. “ Gargan è stato rapido nel prendere la decisione. Non vuole mai correre rischi. Ecco perché non è mai diventato qualcuno. Gli piace sempre giocare sul sicuro.”

Quello di loro che aveva dato l’indicazione, Gargan, concluse il suo pensiero. “ Quando girano l’angolo del corridoio, suono l’allarme per il capo.” E cominciò ad avviarsi verso il punto della parete in cui si trovava il pulsante.