Non appena si trovarono nell’altro corridoio, Raven fece un cenno d’intesa a Charles, e insieme raggiunsero la seconda porta che si apriva sulla loro sinistra. — Posso raccogliere un’infinità di onde pensiero, ma nessuna viene da Thorstern — disse Raven, indicando la porta. — E qui dietro non ci sono menti pensanti. La sala è vuota. Non c’è anima viva. — Rimase per qualche istante con gli occhi fissi al battente. — Ci sono una mezza dozzina di sedie, un tavolo e uno schermo per le comunicazioni interne. Le pareti sono di pietra. La porta può essere chiusa, con un comando a distanza e aperta soltanto a distanza. Hmm!

— Una trappola per topi, migliorata — disse Charles, e sulla sua faccia grassoccia, attorno alla bocca, si disegnarono alcune rughe. Aveva assunto l’espressione di un ragazzo che si accinge a rompere la finestra di un vicino. — Proprio il posto in cui sono tentato di entrare per far vedere quanto poco io consideri certe cose.

— Anch’io — disse Raven, e spinse la porta, il cui battente girò sui cardini senza rumore. Poi si andò a sedere su una sedia al centro della stanza e fissò lo schermo spento.

Charles si accomodò accanto a lui, e la sedia scricchiolò sotto il suo peso. Rivolse l’attenzione allo schermo, ma la sua mente, come quella di Raven, scrutava in tutte le direzioni, cercando di comprendere qualcosa nel confuso vocio che proveniva da dietro le pareti di pietra.

“Avevo due assi. Se tu… una tipica locanda marziana con aria fresca e la birra calda…, …c’è stata un’esplosione che ha scosso tutta la città. Noi abbiamo raggiunto di corsa gli elicotteri e…, …aveva dei capelli biondi che scendevano fino alle ginocchia…, …le pattuglie dei Terrestri hanno cominciato a girare come pazze…, … così quello sporco individuo stava leggendo i miei pensieri e…, …sì, un ipno, un certo Steen. Lo vogliono a tutti i costi. Io non so…, …vi dico che quei due non dovrebbero essere…, …Cosa? Cosa sta succedendo?”

— Ci siamo — disse Raven, girando leggermente la testa.

“…dicono che questo Steen abbia… Dove? Nella stanza dieci? Come hanno fatto a entrare?…, …ne ho avuto fin sopra i capelli di stare su Marte. Non so come facciano quei disgraziati… Bene, Gargan. Ci penso io, …è precipitato nella foresta e ha scavato una buca profonda…”

Click! Un piccolo scatto e una dozzina di grosse serrature chiusero la porta che si trovava alle spalle di Raven e di Charles. Lo schermo si illuminò, e dopo qualche istante comparve una faccia.

— Allora, Gargan aveva ragione. Cosa fate voi due in quella stanza?

— Stiamo seduti ad aspettare — disse Raven, e distese le gambe come uno che si accomodi di fronte allo schermo di casa.