— Se qualcun altro mi viene a cercare, dite che sono partito e che non sapete dove ero diretto. Se chi mi cerca è Raven, o se gli somiglia, o se parla e agisce come lui, o se vi nasce il sospetto che abbia le sue stesse idee, non state a discutere. Sparate. E sparate bene. Nel caso di un errore di persona, io mi assumerò tutte le responsabilità.

Al che Thorstern scomparve all’interno dell’elicottero. Si comportava come una persona sicura di sé, ma internamente era scosso dal desiderio di allontanarsi il più presto possibile.

Qualcuno non si era lasciato ingannare dall’opinione diffusa che fosse Wollencott il capo del movimento, anche se poi aveva finito col trovarsi di fronte a Greatorex. Qualcuno aveva faticosamente seguito i fili nascosti e aveva trovato che portavano a Thorstern. Qualcuno aveva molto più potere di lui e una crudeltà quasi identica. Qualcuno aveva deciso di rovesciarlo dalla posizione che si era tortuosamente costruito e, nonostante il primo insuccesso, aveva dimostrato di poterlo fare con estrema facilità.

— Andiamo — borbottò al pilota, e si lasciò cadere nella sua poltroncina.

Le eliche girarono, l’apparecchio ebbe un lieve sobbalzo, si inclinò leggermente e cominciò a sollevarsi. Raven e il compagno raggiunsero di corsa l’apparecchio e si misero a sedere sui pattini di atterraggio. Fino a un attimo prima, erano rimasti nascosti dietro la grossa mole dell’elicottero, ma ora diventarono perfettamente visibili. Un gruppo di facce sorprese si levò a guardarli per due o tre secondi, fino a quando l’apparecchio non scomparve nella nebbia. Poi ci fu una reazione rabbiosa e confusa.

“Dammi il fucile, presto!”

“Sei pazzo? Vuoi sparare alla cieca? Ormai non puoi più vederli!”

“Calma, Meaghan, potresti colpire il capo.”

“O il pilota. Vuoi farci cadere addosso l’apparecchio?”

“Ma dobbiamo fare qualcosa. Maledetti paranormali! Dipendesse da me, li ucciderei non appena nascono. Avremmo una vita tranquilla.”