— Ma ci sarebbe stata una persona ancor più sorpresa di me — disse Leina. — Tu.

La notte era eccezionalmente limpida e il cielo era punteggiato di stelle. I crateri che si allungavano sul limite della faccia illuminata della Luna erano perfettamente visibili a occhio nudo. Da un orizzonte all’altro, la volta dello spazio somigliava a un drappo di velluto nero cosparso di punti luminosi, alcuni a luce fissa, altri con bagliori intermittenti di tutti i colori, bianchi, azzurri, gialli, rosa e verde pallido.

Semisdraiato su una poltrona inclinata, sotto la cupola di vetro del tetto, Raven studiava quella scena di incomparabile maestosità. Poi chiuse gli occhi per mettersi in ascolto. Accanto, su una poltrona identica, Leina stava facendo la stessa cosa. Quelle erano le loro notti intime. Sotto la cupola, in osservazione e in ascolto. In quella casa non c’erano camere da letto, né letti. Non ne avevano bisogno. A loro bastavano le poltrone e la cupola.

Anche durante il giorno osservavano e restavano in ascolto. Ma lo facevano con meno concentrazione e in modo più spasmodico, con l’attenzione rivolta al mondo, non alle infinità dello spazio. Insieme avevano osservato e ascoltato, giorno e notte, per anni. Il compito sarebbe stato insopportabilmente monotono, ma erano in due. La presenza dell’uno rompeva la solitudine dell’altro. Inoltre, le cose che loro vedevano e sentivano, avevano il pregio di essere infinitamente varie.

Sulla Terra e lontano, molto lontano, accadevano sempre nuovi fatti. Sempre. E nessun incidente capitava mai due volte. Questo era il compito di quelli che osservavano eternamente. Era un lavoro di responsabilità e di grande importanza. Ciascuno era come una sentinella che protegge la città addormentata dalla cima di una torre. Molti facevano quello stesso lavoro, pronti a lanciare l’allarme alla prima necessità. C’erano Charles e Mavis su Venere, Horst e Karin su Marte, migliaia d’altri… decine di migliaia… tutti in coppia.

Raven pensò a quelli che si trovavano su Marte e spostò gli occhi verso un puntino rosa che si trovava quasi all’altezza dell’orizzonte. E chiamò.

“Horst! Horst!”

La risposta venne dopo qualche secondo, leggermente soffocata dalla fascia atmosferica della Terra.

“Sì, David?”

“Sai cosa stanno facendo i ribelli del tuo pianeta?”