Facendo dondolare le braccia lungo i fianchi, fece strada fino alla parte posteriore della casa.
— Il signor Raven — annunciò con voce rauca, e scomparve.
Era lo stesso studio, con gli stessi mobili e la stessa scrivania, ma tutte le piccole scatole erano scomparse. Kayder si alzò e rimase incer to se porgergli la mano o no. Alla fine indicò una poltrona.
Raven si mise a sedere e distese le gambe.
— Così, Sammy ce l’ha fatta. Ha ottenuto il suo quarto d’ora di celebrità — disse.
— Sono stato condannato soltanto al pagamento delle spese. Cento crediti. Comunque, posso dire di essermela cavata a buon mercato. — Kayder fece una leggera smorfia. — Il vecchio buffone seduto nel suo scranno di giudice ci ha tenuto a dire che dichiarazioni come la vostra non mi potranno salvare nel caso ripetessi lo stesso reato.
— Forse Sammy lo ha seccato esagerando nel mettere in risalto il suo colpo di scena — disse Raven. — Comunque, è finito tutto bene.
— Già — si protese in avanti fissando negli occhi Raven. — E adesso siete venuto a riscuotere.
— Un’astuta deduzione espressa in modo un po’ troppo crudo — disse Raven. — Diciamo che sono venuto a darvi una leggera strizzata.
Kayder aprì rassegnato un cassetto. — Quanto?