— Che uccidiate Thorstern, qualora se ne presenti la necessità.
— Cosa? Sentite, voi mi avete salvato, anche se non so da cosa. Il massimo sarebbero stati sette anni di carcere, ma mi avrebbero potuto anche condannare a una pena di sei mesi. Diciamo quindi che mi avete risparmiato sei mesi di carcere… Pensate che valgano un omicidio?
— Non avete ascoltato attentamente le mie parole. Ho detto: qualora se ne presenti la necessità. Allora non sarebbe un omicidio… ma una esecuzione sommaria.
— Chi mi dirà quando giunge il momento? — chiese Kayder.
— Voi.
— In questo caso, non prenderò mai la decisione.
— Qualche settimana fa non eravate tanto tenero.
— Ne ho avuto abbastanza. Voglio dedicarmi al mio commercio, badare a me stesso e fare in modo che gli altri mi lascino in pace. Inoltre, per quanto le autorità insistano nell’affermare che sono un Terrestre, io mi considero un Venusiano, e non voglio uccidere una persona del mio pianeta per dimostrare gratitudine a un terrestre. — Kayder infilò in tasca i pollici e assunse un’espressione ostinata. — Sarei felice di potervi fare un favore, ma chiedete troppo.
— Se foste in grado di capire, sapreste che vi chiedo poco.
— Troppo! — ripeté Kayder. — E voglio dirvi qualcos’altro. Quando si tratta di uccidere, voi ne siete perfettamente capace. Perché non ve la sbrigate da solo, il vostro sporco lavoro?