— Non farà mai una cosa simile.

— Forse no… e forse sì. Avete visto l’ultimo romanzo sceneggiato, sullo spettroschermo?

— No. Ho modi migliori per perdere il mio tempo.

— Avete mancato un’occasione interessante. Parlava di mutanti.

— Spettacoli del genere se ne sono già visti.

— Infatti. Quello spettacolo poteva anche essere privo di significato. O poteva anche essere l’inizio di una insidiosa campagna per sterminare tutti quelli che hanno dei poteri paranormali. — Raven, fece una breve pausa, poi aggiunse: — L’eroe era un telepatico, e il malvagio un insettivoco.

— Non farà mai una cosa simile — ripeté Kayder con rabbia. — Lo ucciderei!

— È quello che vi avevo chiesto. Sono venuto da voi perché eravate in debito di un favore. E anche perché fino a pochi giorni fa eravate il capo di un gruppo assortito di mutanti che probabilmente potete ancora radunare. Avete in mano una forza notevole e siete in grado di usarla. Lasciate che Thorstern viva in pace, ma tenetelo d’occhio, per vedere che strada prende. Se vi accorgete che ha intenzione di sconvolgere il genere umano…

— Non vivrà abbastanza — promise Kayder con decisione. — Ma non per farvi un favore. Soltanto per proteggere me stesso. In questo caso non avrei il minimo scrupolo. Si tratta di legittima difesa. — Guardò Raven attentamente. — Immagino che voi dovrete proteggervi molto prima di me. Cosa intendete fare?

— Niente — disse Raven alzandosi.