— Che servizio! — esclamò Haller. Guardò soddisfatto il suo sigaro, poi Steen.

Passarono cinque minuti, poi:

— XB 109. Non si trova nei parcheggi del Consiglio da uno a ventotto. Restate in ascolto.

— Strano — disse Haller, soffiando un anello di fumo. — Se non è a terra, deve essere nell’aria. Ma non può essere partito oggi senza il permesso di decollo.

— Forse è partito ieri, o l’altro ieri, ed è rimasto nascosto vicino alla casa — disse Steen.

Chiuse il portello della cabina di pilotaggio e si assicurò che fosse ben chiuso. Si mise poi a sedere sul pannello dei comandi, accanto ai piedi di Haller. Il messaggio giunse dopo dieci minuti.

— Dean a Haller. XB~109 affidato al Corriere Joseph McArd, Dome City, Luna. Ha fatto rifornimento per il rientro. Canale nove chiuso.

— Impossibile! — esclamò Haller. — Impossibile! — Si alzò, morse la punta del sigaro e sputò a terra. — Qualcuno sta mentendo! — Sollevò lo sguardo rabbioso su Steen. — Tu per caso?

— Io? — Steen si alzò con espressione addolorata e venne a trovarsi faccia a faccia con l’altro.

— O tu, o la donna che ti ha dato il falso numero di matricola, o Grayson, troppo stordito per capire che quel cervello stava mentendo. — Haller agitò il sigaro nell’aria. — Forse è stata la donna. Vi ha lanciati lungo un vicolo cieco, e deve aver riso quando vi ha visti correre in quella direzione. Se è così, la colpa ricade tutta su Grayson. Era lui il lettore mentale. Mandalo da me… voglio andare in fondo a questa faccenda.