— Per essere uno speciale mancate di acume — disse Kayder, sempre felice quando poteva ridimensionare un telepate. — Quello che un ipno fa, può essere disfatto da un ipno più bravo. Perciò, se voglio tener lontano un pensiero dalla mia mente, uso sistemi migliori e più efficaci.

— Quali?

— Per esempio, non far entrare il dato nella mente.

— Volete dire che ricevete le informazioni da una fonte sconosciuta?

— Proprio così. Sono stato io a chiederlo. Se non so una cosa, non la posso riferire, e nessuno può strapparmela nemmeno contro la mia volontà. Il miglior telepate di tutto il creato non può leggere quello che in una mente non c’è.

— Ottima precauzione — ammise Raven. Diede una manata a qualcosa che volava nell’aria. Poi ripeté il gesto.

— Non fatelo! — disse Kayder guardandolo torvo.

— Perché?

— Quei moscerini di palude mi appartengono.

— Questo non li autorizza a ronzarmi vicino all’orecchio, non vi pare? — Raven batté le mani e schiacciò due puntini quasi invisibili. Tutti gli altri insetti si allontanarono simili a una piccola nuvola di polvere. — Inoltre, nel posto dove li avete presi, ce ne sono molti altri.