L’atteggiamento dei due piaceva a Kayder perché aumentava il suo senso di potere. La superiorità sulle pedine era una cosa assolutamente necessaria, ma l’emergere sugli altri dotati di indubbio talento significava grandezza. Girò lentamente uno sguardo soddisfatto per la stanza, spostandolo dalla scatola a una cassetta, da un vaso esotico a un cofanetto laccato. Alcuni erano aperti, altri erano chiusi, e non si preoccupò che qualcuno potesse leggere nella sua mente. In fondo alla tasca destra, un piccolo ragno verde si mosse nel sonno. Kayder era l’unico al mondo in possesso di un’armata coraggiosa e quasi invincibile sempre a portata di mano.

Quando Raven entrò, sulle labbra di Kayder comparve il sorriso professionale del commerciante che saluta il cliente importante. Poi il Venusiano indicò una sedia e osservò in silenzio i capelli lucidi e neri, le spalle larghe e i fianchi stretti del visitatore. Il tipo del manichino pensò, a parte gli occhi punteggiati d’argento.

Non gli piacevano, nemmeno un po’. Avevano qualcosa che non andava. Sembravano guardare troppo lontano, penetrare troppo profondamente.

— Proprio così — disse Raven senza una particolare inflessione nella voce. — Avete perfettamente ragione.

Senza scomporsi, Kayder disse: — Non sono sorpreso, sapete? Sono troppo abituato ad avere attorno lettori-di-mente. A volte non riesco a pensare a una barzelletta spiritosa senza che cinque o sei persone si mettano a ridere prima che io abbia avuto il tempo di raccontarla. — Poi si concesse un’altra occhiata calcolatrice. — Vi stavo cercando.

— Quindi sono stato gentile a venire. Cosa volevate?

— Sapere cosa avete di speciale. — In realtà, Kayder avrebbe voluto dire qualcosa di subdolo per portare l’altro su una falsa pista, ma come aveva detto, conosceva bene i telepati. Quando la mente è aperta e palese come uno schermo acceso, l’unica cosa da fare è ammettere tutto quello che è visibile. — Mi è stato riferito che sareste un elemento a dir poco speciale.

Raven si protese in avanti e appoggiò le mani sulle ginocchia. — Chi ve l’ha riferito?

Kayder scoppiò in una risata. — Mi chiedete una cosa che potete leggere nella mia mente?

— Nella vostra mente non c’è. Forse, di tanto in tanto, per precauzione, un ipnotico vi cancella dalla mente ogni ricordo. Se è così, è possibile fare qualcosa. Un marchio può essere cancellato, ma non il segno dell’impressione sottostante.