— Nome, prego — disse l’operatore fissandolo.

— Arthur Kayder. Vorrei parlare con…

— Kayder? — ripeté l’operatore.

L’immagine si annebbiò leggermente, poi lo schermo si coprì di linee diagonali luminose. Alla fine ricomparve l’immagine. — C’è un passeggero in attesa di parlare con voi. Aspettava la vostra chiamata.

— Ecco! — disse Ardern annuendo. — Deve essere uno dei nostri uomini che l’ha individuato.

Prima che Kayder potesse rispondere, l’operatore si protese in avanti per premere dei pulsanti che non erano in vista. La sua faccia scomparve dallo schermo, che ne inquadrò subito un’altra: quella di Raven.

— Cominciate a volermi un po’ di bene, domatore di pulci? — chiese Raven.

— Voi? — esclamò Kayder, spalancando gli occhi.

— In persona. Pensavo che sareste venuto a controllare prima della partenza dell’astronave, ma siete stato lento, molto lento. — Raven scosse la testa in segno di rimprovero.

— Aspettavo la vostra chiamata. Come potete vedere sono proprio a bordo di questa astronave.