— Vi consiglio di mettere le vostre cose a posto il più presto possibile — disse poi. — Potreste assentarvi per parecchio tempo.

Tolse il contatto senza dare al furioso Kayder la possibilità di rispondere. E sullo schermo ricomparve l’immagine dell’operatore.

— Volete parlare con qualcun altro, signor Kayder?

— No… non ha più importanza. — Spense con rabbia la trasmittente e si girò verso Ardern. — Cosa voleva dire affermando che potrei assentarmi per parecchio tempo? Non riesco a capire.

— Nemmeno io.

Rimasero in silenzio a studiare quella frase sibillina, preoccupati. Poi entrò Philby.

— C’è una chiamata per voi da non-si-sa-chi-è.

Kayder prese il microfono e si mise in ascolto. Dall’altro capo della linea gli giunse la voce familiare dell’uomo che lui non conosceva.

— Ho già seccature sufficienti anche senza dover correre altri rischi per coprire quello che viene gridato ai quattro venti dal primo idiota.

— Come? — chiese Kayder fissando l’apparecchio e sbattendo le palpebre.