Charles e Raven passarono di fronte a una vetrina in cui uno spettroschermo proiettava dei ballerini che danzavano Le Silfidi. La prima ballerina attraversò la scena con grazia infinita, pallida e fragile come un fiocco di neve.
A qualche chilometro di distanza, avvolte nell’oscurità, creature mostruose e alberi spaventosi segnavano il confine tra il quasi-conosciuto e l’ignoto. Era un contrasto di estremi che pochi notavano, a cui pochi pensavano. Quando un pianeta risultava occupato da un periodo tanto lungo da possedere una popolazione composta quasi totalmente di esseri nati sul pianeta stesso, gli antichi sogni diventavano monotonia, lo sconosciuto diventava il familiare, e le fantasie di un tempo venivano sostituite con fantasie nuove e totalmente diverse.
Charles si fermò di fronte alla vetrina per guardare la scena del balletto. — Osserva la facilità e la grazia con cui volteggia, la sottigliezza degli arti, la calma impassibile, e la bellezza quasi eterea del suo viso. Nota come si ferma, come esita, e come riprende a danzare. Sembra una rara e stupenda farfalla. Quella ragazza è un ottimo esempio di quel tipo quasi irreale che ha entusiasmato l’umanità per secoli interi. Il tipo “balletto”. Quella ragazza mi affascina perché mi costringe a pormi un quesito.
— Quale? — chiese Raven.
— Se per caso le persone come lei sono di un tipo paranormale, non riconosciuto e da loro stesse insospettato. Io penso che possa esistere un talento troppo fine per essere definito e classificato.
— Spiegati meglio.
— Mi chiedo se gli esseri come lei non abbiano una forma subconscia di percezioni extrasensoriali che le obbliga a tendersi in modo poetico verso una meta che non conoscono né sanno descrivere. Questa consapevolezza intuitiva dà loro un intenso anelito che possono esprimere in un solo modo. — Charles indicò la ragazza sullo schermo. — Sembra una farfalla. La farfalla… una falena che ama il giorno.
— Può esserci qualcosa di vero in questo.
— Io ne sono certo, David. — Charles si staccò dalla vetrina e riprese il cammino insieme all’amico. — Come forma di vita libera, gli esseri umani hanno acquisito un gran cumulo di conoscenze. Quanto immensamente più grandi sarebbero se potessero sommare anche quelle nozioni che nascono istintive nel subconscio, ma che loro non possono portare al livello di conoscenza.
— Fratello Carson pensa la stessa cosa — disse Raven. — Mi ha mostrato una lista dei tipi di mutanti conosciuti, poi mi ha detto che poteva non essere completa… Possono esistere dei tipi che non hanno ancora scoperto le qualità che possiedono, e che non sono mai stati scoperti da altri. È difficile identificarsi come stranezza, a meno che la stranezza non si manifesti in modo evidente.