Per chi mi prendete?

Marino

Scusate: sono eccitato.

Lascia cadere le braccia, quasi umile.

Eh! sì: c'è mio padre; è vero. Se non mi vedete esultante, è per lui. Gli dò certo un dolore, e comunque faccio cosa che mio padre nella sua beata semplicità, nella sua ingenuità fanciullesca non può approvare. Lo so.

Si rianima.

Ma d'altronde! Ci si batte per le proprie idee anche se non sono quelle di nostro padre, anche contro nostro padre: si va alla guerra — io ci sono andato — anche se si ha il padre e si potrebbe restare a casa o almeno restare indietro, al sicuro. Dio guardi se a una certa età non si fosse liberi, autonomi, e non si lottasse, e non ci si perdesse finanche, per il proprio bene, per la propria causa, sia donna, sia arte, sia patria. Quando si è uomini si ha il diritto di correre dietro le farfalle o incontro alle fucilate, da soli, senza consensi. Egoismo? Sarà. Ma è quel divino egoismo che solo permette di compiere cose grandi: nel bene e nel male. La vita è sempre un contrasto fra un dovere e un altro dovere, fra un sentimento e un altro sentimento più grande. Queste cose non le devo insegnare a voi, che me le potreste insegnare, che me le insegnate in questo momento.

La Giliardi

Io?!

Marino