A ff. 143a-144a: «Repertorio de dialogi di s. Chaterina». Leg. in pelle del sec. XVI inoltrato.
3) Cod. T. II. 4 membr.; in f.o; mm. 300 X 220; sec. XV incip.; ff. 142; numer. recente; il f. tra il 71 e il 72 non num.; due ff. di riguardo in princ. e due in fine; scrittura semigotica, a 2 coll.; l. 36 per ogni col. intera; rubriche in rosso; capitoli 167 con le iniziali filigranate, alternatamente in rosso e azzurro; richiami in fine d’ogni quaderno. Nell’iniziale a f. 5b una miniatura raffigura santa Caterina col Crocifisso nella destra e un libro nella sinistra. Nell’iniziale a f. 6b altra miniatura rappresenta la santa in estasi dinanzi al Signore apparsole dall’alto, mentr’essa dètta a due segretari. Nel verso del 1o f. di guardia, gli stemmi delle famiglie senesi Gori-Pannilini e Bichi dipinti nel sec. XVIII, e, in lettere dorate, il nome: «Porzia de’ marchesi Bichi ne’ Gori-Pannilini». Nel recto del f. 2, in lettere pure dorate, la seguente didascalia: «Questo volume contiene i Dialogi di s. Caterina da Siena dettati da lei nel suo volgare a suoi scrittori... E detto volgare fu latinizato da ser Cristofano di Gano Guidini, uno dei suoi segretari e discepoli; et in parte latinizato ancora dal b. Raimondo». Leg. del sec. XVIII in assi coperte di velluto cremisi, con borchie di metallo argentato. Provenienza: ex-convento di San Domenico in Siena.
A f. 1a: «Incipit ordo capitulorum in latino libri divina revelacione compositi in suo vulgari nativo...». A f. 5a: «Incipit prologus in libro supradicto... Iste liber, qui hic infra sequitur, translatus fuit per quemdam scribam ser Xpoforum de Senis... et hoc circa annos domini MoCCCoLXXXXo. Est eciam quedam porcio huius libri in latinum translati per supradictum magistrum Raymundum in Venetiis apud locum predicatorum. Et quidam alius translatus in latinum per quendam monacum ordinis cartusiensis est apud generalem dicti ordinis». A f. 6b, col. 1: «Hic incipit supradictus liber...». A f.o 141, col. 2: «... de quo lumine videtur...».
4) Cod. T. II. 5 membr. in f.o picc. mm. 266 x 192; ff. 183; numer. recente; mutilo di un f. tra il 177 e 178; due ff. di riguardo in principio e due in fine; scrittura semigotica di una sola mano, eccetto il 1o f.; a 2 coll.; l. 31 per col. intera; rubriche in rosso; capitoli 167 con le iniziali in rosso e azzurro, filigranate in violetto e rosso; richiami in fine d’ogni quaderno. Una miniatura sulla iniziale a f. 7b rappresenta santa Caterina in estasi dinanzi al Signore che le appare dall’alto. Nel verso del 1o f. di guardia, gli stemmi gentilizi Borghesi e Petrucci-Palleschi dipinti nel XVIII sec., e, in lettere dorate, il nome: «Flavia Petrucci-Palleschi ne’ Borghesi»; nel recto del 2o f., in lettere pure dorate, la seguente didascalia: «Questo volume contiene i Dialoghi di santa Caterina da Siena, o sia il Libro della divina dottrina...». Leg. e provenienza come del cod. precedente.
I due codd. T. II. 4 e 5 contengono la medesima versione latina del Libro, e sono sostanzialmente identici.
b)
Nella Mediceo-laurenziana di Firenze[23].
5) Cod. Gadd. pluteo LXXXIX Sup. C. membr.; in 4o gr.; sec. XIV; a 2 coll.; ff. scritti 184; titoli in rosso; iniziali colorate; scritto accuratamente; macchiato nelle ultime carte. «Il libro facto e compilato per la venerandissima vergine fedelissima serva e sposa di Geso Christo crucifixo Catarina da Siena... sotto gli anni del Signore 1378 del mese d’octobre al tempo del sanctissimo in Christo padre e signore papa Gregorio XI (sic)...». Precede la tav. dei 167 capitoli. Inc. «Levandosi una anima...». Fin.: «Del quale lume...». Segue: orazione a santa Caterina «O spem miram quam dedisti» ecc.
6) Cod. XXI, Biscioniano, parte cart. e parte membr.; in 4o picc.; sec. XV; benissimo conservato; ff. scritti 226. Precede la tav. dei capitoli, i quali, per una differente divisione, sono 165. «Il libro della divina doctrina data per la persona di Dio Padre parlando allo ’ntellecto della gloriosa vergine beata Catherina da Siena...» Inc. «Levandosi una anima...». Fin. «del quale lume...». Si chiude con questa nota: «... il quale [libro] è del monasterio di Sancto Lorenzo decto Monte Aguto dell’ordine della Certosa d’appresso ad Firenze, il quale iscripse don Francesco da Pisa monacho et professo di decto monasterio a dí XI di giugno 1473, e finissi a dí VII di novembre in decto millesimo».
7) Cod. XXII, Biscioniano, cart.; in 4o picc.; sec. XV; ff. scritti 192. È mutilo: contiene i primi 108 capitoli. Precede l’indice. In fine, una nota in latino, di scrittura identica a quella del cod., avverte ch’esso fu copiato l’anno 1454 per mano del presbitero Andrea Lorenzo de Buonganellis di Firenze, sotto il pontificato di Niccolò IV, essendo arcivescovo di Firenze Antonino dell’ordine de’ predicatori.