Vi ho descritto l'ascensione impressionante di un eroe africano, fatto di temerità e di scaltrezza, che, dopo aver manifestata la più irruente volontà di vivere e di dominare in battaglie ed in avventure molteplici, sbaragliando gli eserciti dei negri e conquistando lo scettro della sua città liberata, non sazio ancora di aver foggiato il mondo a suo piacimento, si innalza subitamente dall'eroismo guerresco a quello filosofico ed artistico. Egli vuol creare e crea, in una lotta sovrumana contro la materia e le leggi meccaniche, il suo figlio ideale, capolavoro di vitalità, eroe alato a cui trasfonde la vita in un bacio supremo, senza il concorso della donna, che assiste al tragico parto sovrumano.

Io volli, con questo romanzo, dare all'uomo una speranza illimitata nel suo perfezionamento spirituale e fisico, svincolandolo dalle ventose della lussuria e assicurandogli la sua prossima liberazione dal sonno, dalla stanchezza e dalla morte.

Volli descrivere l'elevazione gloriosa della vita, che fu vegetale, animale e umana e che si manifesterà presto in un prodigioso essere alato ed immortale. Volli sconfinare il divenire dell'uomo in una moltiplicazione infinita di forze e di splendore.

Questo grande poema, a volta a volta epico, lirico e drammatico, parte da un primo capitolo costruito coll'equilibrio e la precisione di particolari che il romanzo esige.

È questo primo capitolo il capitolo incriminato.

Nello scriverlo, io naturalmente obbedii ai principî dell'alta letteratura, i quali si riassumono nell'esprimere il proprio sogno con la massima efficacia, considerando le immagini non già come fronzoli o gemme decorative, ma come elementi essenziali dell'espressione, istrumenti incoscienti per fissare l'inafferrabile verità e per precisare l'indefinito e l'indefinibile.

Scrissi dunque Lo stupro delle negre perchè da una gran fornace torrida di lussuria e di abbrutimento potesse balzar fuori la grande volontà eroica di Mafarka.

La descrizione cruda e i particolari osceni, le parole che possono suscitare disgusto sono di una necessità assoluta nel mio poema.

Ho potuto, così, produrre secondo una legge di contrasto e direi quasi «di trampolini», il balzo dello spirito umano, che, svincolato dalla tirannide dell'amore e dall'ossessione della donna, si stacca finalmente dalla terra e schiude le grandi ali che dormono nella carne dell'uomo. ( Applausi fragorosi ).

Mi si dirà, con una soverchia miopia critica, che avrei potuto trascurare questo o quel particolare, usando palliativi, velature, maschere e sottintesi a base di puntini…