Mi permetterete di dichiararvi che uno scrittore non può avere altro metodo che la più assoluta sincerità, poichè l'angoscia della creazione non ha nulla a che fare con la civetteria e i falsi pudori di una fredda cortigiana.

Vi farò notare inoltre che per quanto vi è di mostruoso nella leggenda narrata da Mafarka sotto la tenda, nel secondo capitolo, bisogna considerare anzitutto che l'Africa può essere sintetizzata con tre parole: calore, sudiciume e lussuria. Non parlo dell'Africa di Pierre Loti, stilizzata e profumata appositamente pei grandi salotti accademici di Parigi.

Voi sapete, d'altronde, che il membro virile, mostruosamente sviluppato e incessantemente operoso, costituisce il motivo centrale e ossessionante della letteratura e della vita africana. ( Ilarità vivissima ).

Citerò ad esempio una delle commedie recitate nei teatri arabi e turchi: la commedia del Saggio e dell'Almea, nella quale un vecchio, chino sui papiri, si commuove all'apparire di una donna velata che si denuda gradatamente, mentre egli inalbera a poco a poco un mostruoso membro virile di cartone, che suscita la più viva allegria ed il massimo compiacimento negli spettatori. Uno spettacolo consimile appare sulla scena nella famosa commedia turca: Il Trionfo dell'Amicizia, o Caraguez.

Concluderò facendo osservare che un pornografo avrebbe scelto un soggetto ben diverso, voglio dire un soggetto europeo, anzi cittadino, e avrebbe scritto per esempio un romanzo sui bassifondi milanesi, invece di un poema africano, acceso di una sbrigliata fantasia, concepito e scritto per pochi intenditori e assolutamente precluso alla maggioranza delle intelligenze, che disgraziatamente non hanno alcuna dimestichezza con la poesia.

Una grande ovazione a stento repressa dal presidente chiuse il discorso del poeta Marinetti. Ebbe poi la parola l'illustre romanziere Luigi Capuana, professore all'Università di Catania, venuto appositamente dalla Sicilia quale perito di difesa del fondatore del futurismo. Egli lesse in un silenzio di religiosa attenzione una sua lunga, profonda ed esauriente perizia, che resterà documento prezioso nella nostra letteratura.

La Perizia di Luigi Capuana

Nelle questioni intorno alla difesa morale contro l'opera d'arte, si sa donde si comincia e non si sa mai dove si andrà a finire.

Si comincia dalle pubblicazioni di quei poco coscienziosi editori, speculanti su la malsana curiosità della più bassa sfera della gente che legge; ed è bene d'impedire che quella malsana curiosità sia alimentata e aumentata da libri e libercoli i quali non hanno mai avuto niente che vedere con l'arte. Si può giungere poi agli scrupoli di non ricordo quale scrittore francese, di cui, anni fa, lessi nella cattolica rivista Polibiblion, che aveva creduto opportuno di pubblicare una traduzione… espurgata… dei Promessi Sposi! ( Applausi ).

Costui aveva voluto mostrarsi più manzoniano dello stesso Manzoni. La glaciale figura di Lucia e la mirabile analisi del cuore della monaca di Monza (già così attenuata—com'è noto—dal grande romanziere milanese per la sua strana convinzione che nel mondo si fa troppo amore e troppo se ne parla, da non essere conveniente di ragionarne anche nei libri) avevano spinto quel traduttore a castrare un romanzo che è il colmo della purità, tanto da non esser mai passato pel capo a nessuno dei nostri più rigidi Procuratori del Re di procedere a sequestri e d'incriminarne i mille editori.