(dopo un poco, rauco)
E... pecché?...
Assunta
(si riaccosta alla tavola. Siede. Più sottovoce e quasi in fretta)
Siente... Michè... Quanno tu stive... Quanno tu stive carcerato... Io... (egli l'ascolta a bocca aperta, sporgendo il capo) Io...
Michele
(comprende. Stende la mano, l'indice teso verso di lei, come indicandola, interrogando. Assunta si leva, si trae indietro, senza levar lo sguardo da lui)
Tu?...
Assunta
Sì...