Nel corridoio incontrarono la suora che portava la catinella.

Il brigadiere le domandò:

—Scusi, resta qui la rossa?

—Ma s’intende—disse la suora.

S’udì la voce dell’Ercolano, alta, squillante:

—No! No!... Ah, bella Vergine!... Ah, Madonna del Carmine!...

Ora, nello spazioso cortile tutto inondato dal chiaro lume della luna, le guardie, stanche, s’avviavano al largo sedile di marmo su cui, presso alla scala scoperta e marmorea, un gigantesco eucaliptus spandeva un’ombra nerastra.

Sedettero. Il brigadiere accese un sigaro e lanciò alla fresca e pura aria notturna una copiosa boccata di fumo.

Risuonò, ancora, più cupo, un urlo della rossa. Si rifece il silenzio.

—Guardi che luna!—mormorò Cosentino, levando gli occhi in alto.