—Idiote!—urlò.

E subito dette in una risata folle, tenendosi i fianchi, battendo i piedi a terra, scotendo i pugni stretti.

L’altra aveva trovata l’ombra e s’era seduta. Aveva cavato un coltellino e s’era messa a sbucciare un’arancia.

—Levati dal sole—ammonì.

E una voce, da una finestra, ripetette, forte:

Cocotte, levati dal sole!

—Ieri il Padre Eterno, oggi la santa Vergine!—strillò Cocotte—Napoli! Roma! Firenze! Si cambia!

Ora s’accendeva e s’agitava, sorpresa da que’ suoi vapori convulsivi per cui si cominciava a mano a mano a scolorire nel viso, a tremare, a balbettare parole senza senso.

Fece ancora qualche passo verso gli archi del peristilio e a un punto si soffermò, piegandosi quasi, allungando il collo, spiando...

—La piccola!...—mormorò.