—E la guerra che fa, signor militare?... È tanto giusta la causa... Anche Marcello me lo scrive... E santa Chiara... santa Chiara miracolosa...
Non distinsi altre parole. Il loro senso mi sfuggì. Si disperdevano adesso in un lieve sbadiglio, in un balbettìo di labbra che parevano affaticate.
A un tratto, lievemente, la vecchietta piegò il capo sulla spalla. Si sciolsero le sue mani, e una scivolò lungo un ginocchio. Non parlò più. S’era assopita—in quel giardino pieno di odore e di ronzii.
Mi allontanai pian piano. Le foglie secche ammorzarono il romore dei miei passi e quando, in portineria, passai davanti a Maria Agnese ella si levò per aprirmi e s’inchinò mentre uscivo:
—Ave Maria—mormorò, sorridendo.