L'ABBANDONATO
—Che si dice?—chiese Gaetanella Rocco a Carmela la serva, la quale passava sul marciapiedi e parlava sola, come al solito.
Carmela si volse e tornò indietro. Il vento le penetrava di sotto lo sciallo, di cui svolazzava un lembo; l'altro ella teneva fra mano, accostandolo di tanto in tanto alla faccia.
—È morta or ora—gemette—Ah, Gesù! Io sono così fatta che ci penserò tutta la giornata. E voi, andate a vederla?
Gaetanella, impassibile, guardava la serva, mettendo fuori il capo di su il paravento di legno tra la casa e la strada. Carmela, sul marciapiedi, rabbridiva pel vento secco che le veniva di faccia e le appiccicava le gonnelle alla carne.
—Ci vado più tardi—disse Gaetanella—ancora ho la casa sossopra. Iersera è arrivato il fratello di mio marito, il caporale di cavalleria. Ha avuto il permesso sino a mezzanotte, e sono stati qui tutti, con gli amici, a cantare e a bere. Immaginate voi!
—Lasciate fare, sono giovanotti. Che ne vediamo della vita? Si muore, così, da un momento all'altro!
—Non c'è che dire—sospirò Gaetanella, buttando sul marciapiedi bucce di castagne e di mele dal canestro dei rifiuti.
—Me ne vado—disse la serva—buongiorno.
—Se ripassate e voi chiamatemi. Andremo a vedere insieme…