Erano uscite. Il vecchietto rimase impiedi presso la porta. Ascoltava il rumore delle ciabatte della vedova su per la scala, la vocetta della bambina che interrogava.
Mazzia si ricollocò di faccia a lui e gli mise innanzi le carte.
—Piano—disse il vecchietto—non c'è fretta….
Vi fu un silenzio.
Il segretario scoteva malinconicamente la testa.
—Glie lo dirà il direttore, lunedì—mormorò—io no, di certo. Non voglio ricominciare la giornata a questo modo.
Asciugati gli occhiali se li piantò sul naso, tossì, soffiò nelle mani e riprese la penna.
—Ah! Signore Iddio!—sospirò—Buon Dio di pace e d'amore!…. Date qua, Mazzia….
LA REGINA DI MEZZOCANNONE
Aprile 1886