Dopo poco la figlia di Nunziata, una bambina di cinque anni, entrò, allegramente. Si recava in braccio una bambola di legno, alla quale avea messo il suo grembiale ed una cuffietta ricamata.

—Guarda com'è bella—esclamò, sedendo sul lettuccio—falle un bacio.

Glie l'accostò alla bocca. Chiarinella la baciò in punta di labbra.

—Si chiama Angelica—disse Cristinella—È figlia a me.

La strinse nelle braccia e si mise a cullarla, cantandole la ninna nanna.

—Oooh! oooh!

Poi subitamente la posò sulla coverta.

—Tu che hai? Sei malata?

—Sì.

—È cosa da niente, cosa da niente—sentenziò, come aveva sentito dire qualche volta alla mamma—una buona sudata e passa.