Come l'altra non diceva nulla, Cristinella si seccò. Aperse la bocca rosea con un lungo sbadiglio e si allungò sul lettuccio, nel sole.
—Sai guardare il sole?
—No.
—Io sì, guarda.
E si mise a fissarlo. Ma gli occhi le si empirono di lagrime. Allora, dopo averseli asciugati, riprese la bambola o scese dal lettuccio.
—Io me ne vado—disse—debbo preparare il letto a questa qua! Uh!—esclamava, baciando la pupattola—quanto sei bella! vieni con mamma tua!
Chiarinella rimase sola. Dopo un momento scese, rovistò in un angolo, trovò quello che cercava. E trascinandosi sino al letto, con uno sforzo che dopo la fece piangere, attaccò al bastone della spalliera una piccola calza bucherellata.
La Bettina in tutta la giornata tornò a casa due volte e poi riescì per accompagnare Malia che faceva Venere, in Orfeo.
A notte la piccina, che sonnecchiava, udì una voce maschile su per le scale e la voce di Malia.
Diceva Malia: