Un'altra rispose:
— La Sponzilli... La figlia del maestro di musica. Dall'altra parte. Nella via Brindisi.
E dalla via Brindisi un vocio confuso e crescente salì alle finestre. Ora la folla entrava nel cortile, e se ne udiva il susurro. Portavano qualcuno.
La Marangi inorridita, si trasse addietro e s'appoggiò allo spigolo della tavola. Si sentì mancare. Si provò a chiamar la madre e la voce le venne meno.
Qualcuno, di furia, scendeva dall'ultimo piano. Un prete. Era il fratello d'una vedova, capellano a Santa Maria delle Paludi.
Si affrettava, pallidissimo, abbottonando la sottana al sommo del petto, con la stola sul braccio.
«COCOTTE»
Erano le cinque ore del mattino. La grande lampada posta davanti alla statua di legno di Sant'Ignazio ardeva nella cappella del carcere femminile di Santa Maria ad Agnone, ancora addormentato. Fra poco le recluse avrebbero udito la campana della sveglia e sarebbero scese a borbottare le solite preghiere nella penombra di quel tempietto freddo e malinconico, i cui quattro finestroni affacciano sul tortuoso vicolo afrodisiaco intitolato dallo stesso nome delle prigioni e frequentato da soldati e da vagabondi.
In quell'ora — l'ottobre era sugli ultimi suoi giorni — il vicolo, affatto deserto, offeriva a' ratti o a qualche cagnuolo abbandonato e vagante la copiosa vettovaglia de' suoi rifiuti e della sua spazzatura, ammonticchiati qua e là. Due fanali a gas, dal muro di faccia alle carceri — il muro cieco e altissimo d'un monastero di Clarisse — stendevano due braccia di ferro, una delle quali, spiccandosi di su la piccola porta antica del monastero, coronata da un festone marmoreo e dallo stemma quattrocentesco d'una famiglia illustre, si puntava proprio rimpetto a un dei finestroni della cappelletta e ne inquadrava la sagoma sulla interna e prospiciente parete della chiesuola, ove parte d'un vecchio quadro se ne illuminava anch'essa, vagamente. L'altro fanale, molto più lontano, stava sulla garitta della sentinella, addossata allo stesso muro claustrale, lì ove il vicolo cominciava a far gomito, e a qualche passo dalla porta delle prigioni.
Il silenzio era alto, la notte fresca.