— A Nnincurabile!... Venite llà.... Nun è niente.... Nun avite paura!...
Il vecchietto si mise a galoppare dietro alla vettura, con gli occhi pieni di lacrime, ansimando, chiamando:
— Sarrafì!... Sarrafì!...
L'abbandonato
— Che si dice? — chiese Gaetanella Rocco a Carmela la serva, la quale passava sul marciapiedi e parlava sola, come al solito.
Carmela si volse e tornò indietro. Il vento le penetrava di sotto lo scialle, di cui svolazzava un lembo; l'altro ella stringeva in mano, accostandolo di tanto in tanto alla faccia.
— È morta or ora, — annunziò. — Signore Iddio! Io sono così fatta che ci penserò tutta la giornata. E voi non l'andate a vedere?
Gaetanella, impassibile, guardava la serva, mettendo fuori il capo di su il paravento di legno tra la casa e la strada. Carmela, sul marciapiedi, rabbrividiva pel vento secco che le veniva di faccia e le appiccicava le sottane alla carne.
— Ci vado più tardi, — disse Gaetanella, — ancora ho la casa sossopra. Iersera è arrivato il fratello di mio marito, il caporale di cavalleria. Ha avuto il permesso sino a mezzanotte, e sono stati qui tutti, con gli amici, a cantare e a bere. Immaginate voi!
— Lasciate fare, sono giovanotti. Che ne vediamo della vita? Si muore, così, da un momento all'altro!