Ma nella calza non c'era niente.

Malia si lavava, canticchiando, le belle spalle bianche, nude, assalite dai brividi. Il bacile di latta si empiva di spuma candida, fiocchi di neve ne cadevano intorno. Ancora il sole non era arrivato alla stanzuccia, ma per le vetrate appariva il cielo azzurro, limpidissimo, sul quale la Befana aveva, nella notte, ripassata la sua scopa di penne di pavone.

La piccola calza bucherellata era caduta sulla coverta del lettuccio, e da presso due piccole mani vi si abbandonavano, esangui. Tra tanta infantile minutezza le cose più grandi eran due lacrime, che scendevano per le gote di Chiarinella.

Suor Carmelina

Giugno 1886.

Tra le suore dello spedale X.... ho conosciuto, tempo fa, suor Carmelina, una giovane donna sottile e bianca, bianca come una Vergine di cera, pallida come un'ostia nell'ombra. I malati la chiamavano la santarella; ella sorrideva sempre, parlava sempre sottovoce, pronunciava s la z e tratto tratto diceva a'malati: Benedeto! Benedeto da Dio! Era veneziana, tutta piena di quella dolcezza de' modi e dell'anima onde quei del veneto son pieni.

Come era divenuta monaca? Nessuno me lo seppe dire. E da quanto tempo ella aveva abbandonato il mondo e Venezia bella? Tutte queste monacelle, benedete, hanno il loro piccolo dramma chiuso in cuore, e un mistero nascosto nell'anima. Alcune volte gli occhi luccicano, si velano d'una lacrima, le mani bianche fremono, la bocca freme, il respiro ansioso gonfia il petto coverto dalla tonacella. Ma andate a chiedere loro perchè fanno così, o tentate di impadronirvi di quella bianca mano fremente o cercate di interrogare quella lacrima! Fuggono, si chiudono nelle piccole stanzucce a vetri, evitano di ricomparirvi innanti, vergognose. Soltanto la piccola stanzuccia a vetri sa il mistero della piccola suora. Nessuno ha mai potuto udire i singhiozzi di una piccola suora.

*

Io chiedevo sempre a un mio povero amico, ricoverato in quello spedale, che ne pensasse di suor Carmelina. Si capisce; ogni giovanotto, in presenza d'una di queste figlie della carità, prima vede la giovane donna, poi vede la monaca. Imagina sempre un sacrifizio, si appassiona e s'intenerisce.

L'amico, un commesso viaggiatore, al quale una caduta avea quasi spezzata la gamba sinistra, stando in bolletta s'era salvato allo spedale. Veneto pur lui aveva ben presto stretto amicizia con suor Carmelina. La trovava semplicemente una buona putela, una fia de la Madona.