Io lo andavo a vedere tre volte alla settimana, poi finii per recarmi a trovarlo quasi tutti i giorni. Si cominciava a parlare della gamba anchilosata e si cascava, subito dopo, a chiacchierare di suor Carmelina.

— Non le hai mai domandato perchè s'è fatta suora?

— Mai. E perchè? Non me lo avrebbe detto. Parla poco.

— Ma con te, che sei compaesano suo, potrebbe far eccezione alla regola.

— La regola — rispose il mio amico, sorridendo — impone il silenzio alle suore, specie coi giovanotti malati, specie alle suore giovani.

— Senti, caro mio, francamente io vorrei trovarmi qui, in questo tuo letto.

— Con gli stessi dolori?

— Con gli stessi dolori.

— Con la stessa gamba impacchettata? Con la stessa smania di volere e di non poter uscire a vedere il sole, a veder camminare la gente per via, a vedere le carrozze, a camminare? Va là, tu scherzi. Siamo troppo amici. Nemmeno ai cani lo auguro.

— E io vorrei essere qui, nel tuo letto.