— Mi ha morso il cane...
Subito dopo si sentì gridare:
— Badate! Badate! Il cane è idrofobo!
Il giardiniere gli aveva spaccato il cranio con un colpo di bastone. Ma il povero ragazzo mostrava il braccio nudo, sanguinante, e nessuno sapeva trovar modo di soccorrerlo. Allora suor Carmelina s'era avanzata, pallidissima, ma senza il più piccolo tremito. Aveva appressato alla ferita le labbra, e succhiato, lungamente, rigettando il sangue e il veleno, forbendosi le labbra bianche col suo gran moccichino scuro a quadroni. E allora tutta la sala numero quattro s'era posta a batter le mani, freneticamente. Il colono di Melito agitava il berrettino....
Documenti umani
Settembre 1886.
Tre giorni fa, in una scura e fetida vanella d'un palazzo in via Tribunali, d'un subito, qualcosa cadde con un tonfo sordo, e spaventò i sorci che frugavano tra i cocci sparsi e le immondizie e i rifiuti di quelle famiglie borghesi dalle quali escono continuamente, a turbare i pranzi delle immonde bestie, le improperie delle serve e i pianti dei piccini permalosi.
Cadde dunque qualcosa. I sorci fuggirono con gran terrore e si rintanarono. Era caduto il corpo d'una giovinetta: una bionda.
Esso rimase lì, prono, la faccia nel fango, un braccio teso, le gambe stese. Una fine caviglia spuntava di sotto alla gonnella, un piccolo piede arcuato, una calza bianca....
Quella ragazza s'era buttata da un terrazzo al quarto piano, ove era salita per sciorinare i panni.