Si chiamava Antonietta Canserano, aveva diciotto anni, era molto bellina. Quel corpo inerte rimase lì tre ore. A poco a poco le bestie immonde riapparivano. De' piccoli musetti, dei piccoli occhietti spauriti spuntarono pei buchi. La ragazza rimaneva immobile.
Finalmente si seppe il fatto. La vanella si empì di gridi femminili. L'orrore era grande, e il sangue!... Quanto sangue laggiù, tra i cocci e i rifiuti, nel fango, su per la nera poltiglia luccicante....
Arrivò un medico, arrivarono le guardie, il pretore, un delegato, curiosi da ogni parte. Il corpo dell'Antonietta fu tolto di lì, adagiato in una vettura, e trasportato allo spedale degl'Incurabili. La poverina era ancora viva. Respirava, lentamente, a fatica, e aveva gli occhi, socchiusi, pieni di lacrime....
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La storia di questa fanciulla è breve ed è la solita storia.
Antonietta Canserano, orfana di madre, ha il padre in America. Era stata affidata a una zia che le voleva un bene del cuore e con la zia se ne stava, al quarto piano del palazzo numero 105 in via Tribunali.
A diciassett'anni aveva conosciuto un piccolo marinaio, bruno e atticciato. Si chiamava Vincenzino. Un cuor d'oro. Il marinaio a momenti avrebbe terminata la sua ferma, sarebbe tornato a Napoli, l'avrebbe sposata. Glielo aveva promesso da un anno; quando giurava si metteva la mano nera sul petto e gli occhi lucevano. Ella era così felice, così felice di quel piccolo uomo arso dal sole, delle parole sue tanto calde, tanto sincere! E aspettava.
Quattro mesi fa Antonietta chiese in grazia alla zia che le facesse pigliare un po' d'aria. L'usignuolo s'annoiava in gabbia. E come la zia non poteva accompagnarla ella uscì sola a passeggiare. Se ne andò alla Villa. Lì, non si sa come, le si accostò un furiere di linea. Si mise a chiacchierare con lei, la tentò, e seppe abusare della poverina. Questo succede assai spesso. Una rovina in un attimo. Dopo, il furiere, come tutti gli uomini senz'anima e senza rimorsi, abbandonò Antonietta.
Ella tornò, sola, a casa della zia. Per la strada del Chiatamone, un marinaio amico del suo marinaio l'aveva incontrata.
— Come! Sola! Se lo sapesse Vincenzino! Lasciate che v'accompagni.