Nanna s'avviticchiò al braccio del suo cavaliere, rabbrividendo.

— Hai paura?

Ella accennò di sì, voltandosi indietro.

— Cantiamo, — disse il pagliaccio.

Le strinse il braccio sotto al suo, come a rassicurarla. E cominciò:

Se il mio nome saper voi bramate,

il mio nome per poco ascoltate....

Io son Lindoro che fido v'adoro....

che a nome vi chiama....

Vibrava limpidamente per l'aria fredda la sua voce di tenorino, alla quale rispose la voce argentina di Nanna, che si faceva animo a poco a poco: