Vi fu un lungo silenzio. Mentre il muratore inzuppava il pane nella minestra e ve lo ripescava con le grosse mani ancora incrostate di calcina, a un tratto la moglie annunziò, lentamente:

— Peppino il sarto sposa una di Soccavo.

L'uomo la guardò, meravigliato. Parve che non avesse compreso.

— Come? Chi sposa?

Ella ripetette, fissandolo con i suoi occhi scuri e profondi:

— Peppino il sarto.... sposa una di Soccavo.... Hanno fatto tutto.

Egli rimase muto. Ma era colpito, così che più volte si sforzò di rispondere, senza che le sue labbra potessero articolare parola. Finalmente, senza pur levare lo sguardo, mormorò:

— Be'; e che me ne importa?

— A me sì! — disse la Spina

Si guardarono un secondo. Lui torse lo sguardo pel primo, si versò un gran bicchiere d'acqua, lo bevve d'un fiato e rimise i gomiti sulla tavola. Per un pezzo grattò con l'indice sul mensale, vi allineò le michette di pane, scompose quelle linee, spazzò il mensale con la larga mano e ve la poggiò aperta, contemplandosi le dita brevi e nodose.