Ma non ebbe tempo di finire. La vetrata s'apriva e un uomo, chiudendo l'ombrella, salutava dalla soglia:

— Buonasera a tutti....

— Sangue di Cristo! — urlò Ferdinando.

E afferrò qualcosa che luceva sulla tavola.

Peppino il sarto balbettò:

— Don Ferdinando.... sentite!... Ah! Madonna mia!...

E all'urto di quel gigante che gli si gettava addosso con una rauca imprecazione, cadde tra il letto e il canterano. La Spina si coperse la faccia con le mani. I colpi si seguivano.

Il muratore, accecato, inferociva:

— Questo è per me, questo è per la sposa di Soccavo, questo è per Assunta....

E a ogni colpo seguiva un rantolo soffocato. Dal corsello del letto la Spina supplicò: