E spinse la vetrata. Il corpo del sarto era steso a terra, presso alla tavola, immobile. Una pozza nera gli s'allargava sotto alla spalla destra, sotto alla testa.

— Sagrestia! — mormorò il brigadiere.

E guardando intorno nella stanzetta:

— Chi è qui? — chiese, a voce alta. — Chi è che l'ha ucciso?

Allora dal corsello del letto si fece avanti la Spina. Ella aveva in mano il coltello sanguinante e lo mostrava.

Si mise la mano in petto e disse, chiaramente:

— Io, signor brigadiere.

Il voto

I.

— Ah, Cristo crocifisso mio! — gridò Vito Amante, in mezzo alla viuzza piena di sole, e levò ambo le braccia e le stese al Cristo che s'affacciava da un angolo. — Ah, Cristo crocifisso mio, morto in croce, ricordati di quello che ti dico oggi ch'è l'ultimo sabato di maggio! Fammi guarire, e pei dolori ch'hai patito e per quella corona di spine, io ti faccio voto di togliere una femmina dal peccato!... E così non possa io, se ti mentisco, arrivare vivo fino a quella porta!