Egli non pensò nemmeno a metterle in mano qualche soldo. Anche la cieca sapeva del voto, lo sapevano tutti. Gli parve, appena sbucò nella piazzetta di Santa Caterina Spina Corona, che lo sapessero pur tutti quei giovanotti commessi di mercanti, garzoni d'argentieri, lavoratori di sughero o di avorio, che si godevano il sole sulla soglia delle botteghe e lo guardavano. Allora, tornando alla tintoria col pacchetto dei ceri sotto al braccio, prese pel vicolo Astuti, risalì, girando pel vico Sempreviva e, a un tratto, per queste vie salvatrici, si trovò di faccia al Cristo un'altra volta. La sua tintoria era di là, a pochi passi e quindi il vicolo s'allungava, risaliva, svoltava. Nessuno gli badò, poichè egli veniva dalle strade di sotto e scivolava lungo un muro cieco. Ma, a un tratto, qualcosa gli sfiorò lievemente la faccia, gli battè sulla spalla e gli cadde appiedi di rimbalzo. Egli guardò a terra. Era una rosa di maggio. Guardò in su. Non c'erano, sul muro grigio, se non che le piccole finestre d'una mala casa, chiuse da verdi persiane. Per le stecche delle persiane ancor due foglie di rosa caddero, dolcemente, nella via. Poi non vi fu più nulla. Vito Amante rimase lì sotto immobile, pensoso. Si guardò intorno. Ciascuno attendeva alle cose sue. Un silenzio di pace s'era fatto e conquistava tutta la via, da un capo all'altro. Il Cristo enorme era in una gloria di sole.
Vito Amante, senza levare il capo, guardò ancora, per un secondo, alle mute finestre. Poi si chinò, raccattò la rosa per lo stelo, la celò come poteva tra il braccio e il pacchetto e scomparve nella tintoria.
III.
Al giovedì seguente, come Vito Amante, dopo aver chiusa la bottega, rincasava, la moglie d'Annetiello il cocchiere, la quale se ne stava a guardar nel vicolo, impiedi, col gomito sul canterano, gli fece un segno, sorridendo.
— Don Vi'! Entrate un momento perchè vi devo parlare.
L'Amante, col mazzo delle chiavi in mano, si era fermato sulla soglia del «basso».
— Entrate, — disse la donna, — qui dentro non piove.
— Quali comandi? — disse Vito.
— Preghiere. Prima di tutto, voi come state?
— Meglio assai. Per voi non c'è da far domanda perchè mi sembrate Pasqua rosata. Be'?