S'appoggiò con le spalle allo stipite, lo scialle sul braccio, le mani unite, in grembo. Egli cercava attorno qualcosa e s'indugiava.
Sotto la porta Cristina si mise a canticchiare:
Vurria sapere si certo m'amate
o pure pe cupierchio mme tenite....
calice d'oro mio!...
Dal fondo della tintoria la voce di Vito domandò:
— Eh?
— Niente.... — disse lei. — Canto. Mi ricordo del paese mio.
— Bella cosa! Capua! — fece lui, spuntando dal buio.
— Già! — rispose, voltandosi, le gote accese. — Meglio Napoli! Così non ci fossi venuta!