— E la regina? — aggiunse dopo un momento con un riso stupido, volendo cavarsela con una barzelletta, — quella sì che pensa bene ai casi suoi!

— Be' — disse Vito, — questo è altro affare. Le donne tutte così son fatte. Eppoi che ne vuol fare di Buovo, poveretta? Buovo ha ottant'anni....

E arrischiò una facezia troppo libera, eccitando grossolane risate negli ascoltanti.

Tore rise anche lui, in modo che l'altro lo vedesse; di sfuggita fra loro due passò uno sguardo di buone intenzioni, pieno di cordialità.

L'acquafrescaio passava. Vito, soddisfatto, si volle regalare un bicchier d'acqua, lo chiamò, e bevve d'un fiato, con un gran sospirone.

Ma quando fece per mettere il soldo nel vassoietto sentì la mano di Tore che lo tratteneva e che gli s'era posata sul braccio. Si volse: l'altro, gravemente, con due dita nel taschino del panciotto, disse:

— È pagato.

— Come? — fece Vito e si volle divincolare. — No, no, non voglio, che vuol dire?...

Tore gli respinse la mano dolcemente, ammiccando cogli occhi che lo lasciasse fare, e, mentre lui protestava ancora confondendosi, gettò il soldo nel vassoio.

— Prego, — ripetette, — è pagato.