Si fece il conto a memoria. Il vapore avrebbe dovuto arrivare tra le cinque o le sei del giorno. Tornò al balcone, salì in piedi sopra una seggiola, guardò lungamente il mare. Quieto come l'olio. Meno male. Ci guadagnava anche il denaro dell'assicurazione.

Si fregò le mani. Corse un'altra volta alla scrivania, sedette, eseguì in fretta e furia una regola di sconto, stette un pezzetto a meditarvi, co' gomiti sul panno scuro, la testa fra mani. Poi sopra un gran foglio azzurro di carta commerciale scrisse una lettera cifrata, dalla calligrafia bizzarramente convenzionale, piena di ghirigori. La firma pigliava da sola un terzo del foglio. Chiuse la lettera in una busta gialla bislunga, cercò un francobollo nel tiretto e lo incollò all'angolo della busta.

— E una, — mormorò, con un sospiro di soddisfazione.

Avea preparato un altro foglio. L'orologio accapo alla scrivania suonò le due e tre quarti. Egli fece un salto sulla seggiola.

— Perdio! Ho appena il tempo di vestirmi!

Lì, nella preoccupazione degli affari, dimenticava l'appuntamento. Si pettinò con molta cura, passò il piumino della cipria sulla barba rasa che gli bruciava un poco, fece e disfece tre o quattro volte il nodo alla cravatta di seta rossa a piccole righe gialline. Mise in testa il cappelluccio a tese molli, gli dette un leggero garbo sull'orecchio sinistro perchè si vedesse un po' a destra, sulla fronte, il ricciolo naturale. Si guardò le unghie lunghe, mise la mano aperta sul petto, compiacendosene. Era molto bianca sul nero del soprabito chiuso. All'ultimo inaffiò un moccichino con acqua verdognola che aveva un profumo stufoso di muschio. Chiuse gli scuri del balcone, accese un sigaro sotto l'uscio, e scese la scaletta, canterellando a mezza voce come se andasse a spasso.

Bianchina uscì dalla chiesa dieci minuti dopo le tre, come aveva detto. Era vestita di scuro, al solito, e aveva la veletta sui cappellino. Lui passeggiava in su e in giù sul marciapiedi, fumando, guardando distrattamente le barcacce immobili, coverte di botti enormi. Se la vide accosto d'un tratto, lei gli aveva dato una leggiera gomitata, senza guardarlo. Allora si misero a camminare, in silenzio, vicini.

— Che volevi dirmi? — chiese lui, guardandola, quando furono nelle via larga della marina.

Lei parve che non avesse udito: non rispose. Poi, di colpo, quando lui pensava ad altro:

— Che volevo dirti? — esclamò. — Non lo sai? Non te l'ho scritto? Non hai capito? Ora te lo ripeto a voce. Non ne posso più. Ti pare che a questo modo si possa andar innanzi? Per chi m'hai pigliata? Di', per chi m'hai pigliata?