In piazza Dante, sotto la statua, si fermarono.
— Vogliamo restare qui? — disse la grande.
Sì, sì! Non chiedevano altro, volevano restare lì un poco. La piazza, piena di sole, piena di monellucci liberi che facevano baccano sulla terra battuta, li entusiasmava. Subito il piccino abbandonò la mano della sorella.
— Dove vai? — disse lei.
— Qui.... qui....
Aveva adocchiata una comitiva di ragazzetti seduta per terra in giro. Giocavano con certe pietruzze in un quadrato con tante caselline, disegnato col gesso sullo sterrato. Lui s'avvicinò lentamente, trascinando la cannuccia. Rimase lì in piedi a guardare, con le mani dietro sul dosso, immobile. Poi si stancò, sedette per terra anche lui. Allora, dopo un momento, uno de' monellucci che non giocava lo urtò col gomito. Il piccino si volse.
— Tu che fai qui? — disse quello.
— Niente.
— A chi sei figlio?
— A papà, — disse il piccino.