— Manco male — diceva il rettore — che siete arrivato voi, don Enrico. È il Signore che vi manda.
— È stata un'ispirazione, rettore. Pareva che una voce mi dicesse per la via: Va, chè il rettore non ha ombrella.
Rise, mostrando una sconcia fila di denti giallastri. E levò gli occhi al finestrone:
— Piove a rovesci.
Il rettore mormorò:
— Ah! Signore! Sia fatta la tua volontà!
Poi, come lo scaccino aspettava, impiedi:
— Siamo intesi, tu, non è vero?
— Sì, signor rettore.
— Ora vattene, ora non c'è da far nulla. T'insegno a chiuder la porta. Domani bisogna trovarsi in chiesa alle sei....