In Napoli, e in una piazzetta di «Pendino». Epoca presente. Dal 1º al 2º atto trascorre un mese.

'O VOTO

DECORAZIONE

Una piccola piazzetta al «Pendino». In fondo, tra due vicoli, la tintoria di Vito Amante. Drappi di ogni colore pendono dagli stipiti e da bastoni di legno sull'architrave. Per terra, davanti alla bottega, a sinistra di chi v'entra, è una tinozza. La bottega è buia; in fondo, un lumicino rosso palpita nella oscurità. Sulla porta due corna di cervo. Sulla bottega un balconcello con tendine bianche. Ai ferri della balaustra è attaccata una cassettina sopra cui è scritto Albergo della rosa. Al 3º atto un lume, che è dentro la cassettina, rischiara la scritta. Il muro giallo del palazzetto sotto al quale è la tintoria è tutto bucherellato da finestre. Il vicolo a sinistra dello spettatore finisce con una scala di pietra, dai larghi gradini. In principio del vicolo è un Cristo su di una base di mattoni coloriti, e ha davanti voti e lanternine. Sopra al Cristo è una cupola. Più in là è una fontanina publica.

A sinistra, sul davanti della scena, un piccolo e sporco palazzetto, dalla porta schiusa, davanti a cui son tre gradini. Sul portoncino una finestra con persiane verdi, di legno a stecche, chiuse.

A destra dello spettatore, pur sul davanti, la bottega di barbiere di don Marco. Sull'insegna è scritto Salone. Sedie e una scranna fuori la bottega. Più in là il banchetto del calzolaio. Poco discosto dalla tintoria un Banco del Lotto.