La risposta scoccò pronta, ardente, lunga dalle labbra di Ernesta, e s'impresse sulle guance del cieco.

E intanto lo scrupoloso stornello continuava a gridare a gola spiegata.

—Sì—disse poco dopo Leonardo porgendo ascolto,—pare proprio che dica:—è lui!… Ma se pure fosse un inganno della fantasia, ecco un inganno santo! Credere che i nostri cari, anche quando pare ci abbiano lasciato, ci siano vicini, ci vedano, e giudichino le nostre azioni; e ad ogni atto che stiamo per compiere domandarci:—che ne dirà mia madre?—ecco il vero culto dei morti; tu educhi il semprevivo in cuore, mentre la volgare pietà lo educa nei cimiteri!

—Prendi anche questo—interruppe Ernesta—perchè tu parli come un angelo.—

Leonardo prese e restituì, e ancora si udì per l'aria la musica di due baci sonori…….

Verso il crepuscolo venne il dottor Agenore, e trovò i coniugi dinanzi alla finestra spalancata, muti, estatici, intenti ad ascoltare il canto dell'usignuolo, a cui i grilli facevano l'accompagnamento.

—Ah!—disse Ernesta voltandosi.

—Agenore!—aggiunse il cieco.

—Io proprio; avrei potuto star qui fino a domani, che non vi sareste accorti di me.

—Io me n'era accorto—disse Leonardo,—ma credevo che tu pure ascoltassi quello che dice l'usignuolo.