—Non ne ho l'abitudine, la piglierò quando avrò moglie….

—E prego Dio che sia presto!—disse Ernesta scherzando.

—Ed io prego il suo Dio di tapparsi le orecchie….—

—Vediamo, siamo stati savi?… Leonardo…. si sono fatte poche ciancie? Si sono evitate le commozioni troppo forti?…—

Ad ogni domanda. Leonardo ed Ernesta facevano di sì col capo come due scolari che vogliono farla al signor maestro.

—Sentiamo il polso…. abbastanza regolare.—

I complici, respirarono liberamente; il momento difficile era passato.

Nella faccia ilare, nell'accento scherzoso, nei modi composti ad un sussiego straordinario, il dottore dimostrava un'intenzione che sfuggiva alle occhiate scrutatoci d'Ernesta.

—Cara signora,—uscì egli a dire all'improvviso,—vorrebbe usarci la cortesia di lasciarci un momento soli? Scusi la ruvidezza…. è il vizio dei medici….

—Mi manda via….—rispose Ernesta ridendo,—me ne andrò!…