La rivelazione che Agenore aveva circondata di tanto mistero, non fece l'impressione temuta sull'animo del cieco; un dolce sorriso apparve sulle sue labbra, null'altro.

—Grazie,—disse Leonardo.

—Si figuri,—rispose Agenore, canzonandolo—niente, è una bazzecola!

—Grazie,—ripetè Leonardo—lo sapeva.—

Allora il dottore diè un balzo, spalancò l'uscio del salotto e chiamò Ernesta.

—Venga, venga, signora mia; sono io di troppo…. e me ne vado.—

Due risate squillanti lo accompagnarono un tratto. Poi il medico ritornò a raccomandare serio serio «non si commettessero imprudenze» e ad avvertire che sarebbe venuto il domani molto di buon'ora.

—A domani—disse Agenore.

—A domani—ripeterono melanconicamente Ernesta e Leonardo.

Di nuovo l'allegria si spense sulle faccie dei poveretti.